Enrico Bertossi è stato ieri ospite degli Amici di RobinUd per il primo di una serie di incontri in cui verranno invitati tutti i candidati a Sindaco di Udine.

Dopo uno scambio di saluti, Bertossi ha cominciato spiegando il significato del nome della lista che lo sostiene: “Prima Udine”: la città e i suoi cittadini devono essere il vero e principale obiettivo del futuro sindaco – ha spiegato Bertossi – mentre pare talvolta che la candidatura sia usata come merce di scambio per altre poltrone più importanti, in una dinamica che porta prima a decidere chi andrà a Roma, poi chi in Regione e infine, in virtù dell’accordo trovato, il candidato per il capoluogo friulano.

Il candidato di Prima Udine ha illustrato i tre concetti chiave della sua campagna: sicurezza, cura della città e lavoro.

Stimolato dalle domande degli Amici di RobinUd, Bertossi è enrato nel dettaglio del suo progetto.

Per agevolare gli operatori economici locali Bertossi ha indicato come cruciale la semplificazione burocratica e l’eliminazione di quella forma di ostilità che spesso viene percepita da chi contatta gli uffici comunali; a tal proposito gli è stato chiesto come pensava di modificare la mentalità dei dipendenti del Comune, e Bertossi ha portato i positivi esempi della sua esperienza come Assessore regionale, quando era riuscito a trovare buone situazioni di compromesso, anche – quando non possibile diversamente – con la creazione di appositi servizi esterni ad hoc.  Enrico-Bertossi-4

Riguardo la gestione del degrado e della cattiva gestione di strade, aree verdi e quartieri periferici, Bertossi ha indicato quale possibile soluzione, la creazione di task force locali, composte da un responsabile per la manutenzione e un vigile urbano, che si prendano carico di determinate zone, di modo che le segnalazioni di incuria e di problemi trovino una maggiore attenzione e chi se ne occupa ne sia responsabilizzato.

Per quanto concerne la criticità dei parchi pubblici, dove spesso le famiglie e i bambini vengono allontanati dalla presenza di persone che ne fanno un uso improprio, Bertossi non ha escluso la possibilità di utilizzare anche servizi di vigilanza privata o di security, ad integrazione della forza pubblica.

Sul sociale, Bertossi ha lanciato l’idea dell’istituzione dell’Assessorato alla Famiglia, ricordando alcuni fatti a suo avviso inaccettabili, come il fatto che gli asili nido di Udine siano i più cari della regione o come nemmeno per le famiglie più numerose siano previsti degli sconti per i carissimi costi di abbonamento per il trasporto pubblico.

Interessante è stato anche il riferimento fatto dal candidato di Prima Udine al suo recente incontro con i membri della moschea di San Rocco, nel corso del quale Bertossi ha avuto modo di constatare che gli udinesi di origine straniera abbiano assolutamente le stesse esigenze e a loro volta richiedano maggior cura della città e sicurezza, nonchè minore burocrazia.

Rispondendo a cosa lo spingesse a presentarsi anche senza avere, per il momento, il sostegno di altre forze politiche, Enrico Bertossi ha sottolineato l’esigenza, evidente in città, di avere una persona che non fosse un “politicante di professione” come quelli che governano il Paese da tempo, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Questo ultimo punto è stato condiviso dagli Amici di RobinUd, perchè laddove “un’elezione cambia la vita dell’eletto e non quella degli elettori” è chiaro che il meccanismo democratico trovi un ostacolo a funzionare correttamente.