Friuli Venezia Giulia

euro e promos
Regione Fvg

Pd e Mdp contro Bini e la Euro&Promos, che tempismo!

Due recenti notizie apparse sulle cronache locali friulane portano alla ribalta la Euro&Promos, la società, recentemente trasformata in cooperativa per azioni,  presieduta da Sergio Bini, che è stata attaccata contemporaneamente su più fronti proprio dopo l’entrata in politica di Bini.

Il partito Mdp si è accanito contro la Euro&Promos prima con l’attacco in Consiglio Regionale da parte di Mauro Travanut, poi con il senatore Caro Pegorer, che ha depositato nientemeno che un’interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico, insinuando che il recente passaggio da cooperativa a impresa lucrativa possa aver avuto uno scopo elusivo e chiedendo dunque che venga verificato che siano stati effettuati tutti i controlli in tema di vigilanza sugli enti cooperativi.

Di minore rilevanza, ma altrettanto diretto, è stato invece l’attacco del Pd in Consiglio Comunale a Fiume Veneto, il cui capogruppo Padoani ha accusato il sindaco Vaccher (vicino al movimento ProgettoFVG di Sergio Bini) di aver affidato un incarico per 10 mila euro alla Euro&Promos, per un servizio inerente un’iniziativa a favore degli anziani della cittadina del pordenonese.

Carlo Pegorer, MDP

Carlo Pegorer, MDP

Senza entrare nel merito delle questioni contestate, pare veramente difficile pensare che sia casuale un  tale accanimento dei due partiti di sinistra contro la società presieduta da Sergio Bini, dimostrando ancora una volta che la faziosità e l’attacco personale al rivale rimanga sempre una delle tecniche della politica, sia a livello locale che nazionale.

Occorre tristemente constatare che la sostanza non conta nulla, mentre il motivo delle prese di posizione di certi politici è l’appartenenza o meno ad una determinata fazione, nient’altro.

Leggi tutto
owusu clip Udine piazza primo maggio
Il Cavaliere Blu / Udine / Blog

“Udine city”, Justin Owusu canta la nostra città

Forse mi sbaglio, ma non ricordo canzoni recenti dedicate a Udine, quindi capisco che “Udine città” di Justin Owusu sia diventato il caso del giorno sul Messaggero Veneto e collezioni migliaia di visualizzazioni su youtube.

L’ha scritta Justin Owusu, di origine ghanese, ma italiano e udinese, e questo ci ricorda che la nostra città è fatta, amata e vissuta anche da chi non ha esattamente il viso spigoloso e la carnagione chiara del tipico friulano.

Mi pare che l’innegabile problema della gestione dei profughi abbia portato troppe persone ad una deleteria generalizzazione.

Si confondono troppo spesso gli stranieri in generale con i migranti chiedenti asilo, che sono invece un fenomeno esploso solo negli ultimi anni e costituiscono la seconda ondata dell’immigrazione in Italia, mentre la prima era di chi veniva per lavorare e poi portava le proprie famiglie, come capitò a Justin Owusu e a tanti altri, che ora sono e si considerano italiani.

L’attuale immigrazione dei profughi è una storia triste di barconi stracolmi di persone destinate a muoversi per stare peggio o a sprecare i migliori anni della propria vita in un ozio monotono e depressivo, per giunta malvolute.

Tempo fa, basta andare indietro di pochi anni, l’immigrazione era invece un percorso più contenuto nei numeri, più variegato nella forma, con altrettanta necessità di sacrificio, ma che aveva concreta speranza di successo o almeno di miglioramento del proprio status.

Inoltre era una migrazione destinata a portare vantaggio anche al paese ricevente, in termine di nuova forza lavoro e ringiovanimento della società.

La storia raccontatami recentemente da D. rientra in pieno in questa ultima fattispecie.

La sua famiglia, una volta stabilitasi decentemente qui nelle italiche campagne friulane, le pagò infatti un regolare biglietto aereo di sola andata, così lei, bimba di 10 anni, arrivò nella fredda Europa a cui era destinata. 

Non vide traccia di gommoni, né dovvette sobbarcarsi le traversate desertiche e la tappe d’inferno libico che spettano agli attuali “furbetti della richiesta di asilo”, che poi tanto furbi a quanto pare non sono, visti rischi cui sottopongono loro stessi.

Viaggi come il suo, di mera andata, a distanza di qualche anno hanno prodotto una persona integrata che si sente in qualche modo italiana e ama scherzare facendo qualche battuta in friulano.

Viaggi come il suo, fatti da bimba o comunque poco prima dell’adolescenza, fanno da spartiacque tra nascita, paese di origine e luogo di crescita e di vita.

Non si sentirà mai completamente italiana D., ma nemmeno potrà dire di essere solo africana.

Non è un apolidismo, che sarebbe triste, ma piuttosto una forma di indefinitezza fluida e un po’ poetica.

Decisamente più difficile è invece la vicenda di chi si muove da adulto e quindi è destinato a vivere da straniero dove migra.

Persino chi nasce straniero in terra d’altri, può avere problemi grossi, non appena gli venga il dubbio che il paese dove è nato lo tratta diversamente per via delle sue origini. Questa persona è sempre a rischio di sentirsi incompleto e sbagliato, pur essendo cittadino per ius soli o per naturalizzazione successiva, nonostante de facto non abbia mai visto la sua patria d’origine. 

Più consapevole è invece spesso la situazione di chi ha fatto il viaggio come D., da bambina.

Perchè D. sa che non c’è niente di imperdibile in Africa, come non c’è nulla di imprescindibile qui.

Il mondo è semplicemente imperfetto ovunque e ci si può stare bene o male a prescindere dal luogo, dalla patria o dalla nazionalità scritta sui passaporti, conta molto di più l’atteggiamento con cui si affronta la vita e il proprio destino.

Migrare da una paese all’altro non impedirà al mondo di ruotare e portare in giro tutti, indistintamente, notte dopo giorno, fino all’ultimo.

Questa cosa D. la ha capita, troppe persone, che nascono e vivono sempre nello stesso posto, non lo capiranno mai… e si sorprenderanno che sia stato proprio Justin Owusu a mettere in musica l’amore per la sua città, Udine.

Leggi tutto
piazza liberta olio grande con scritta
Udine

Enrico Bertossi incontra gli Amici di RobinUd

Enrico Bertossi è stato ieri ospite degli Amici di RobinUd per il primo di una serie di incontri in cui verranno invitati tutti i candidati a Sindaco di Udine.

Dopo uno scambio di saluti, Bertossi ha cominciato spiegando il significato del nome della lista che lo sostiene: “Prima Udine”: la città e i suoi cittadini devono essere il vero e principale obiettivo del futuro sindaco – ha spiegato Bertossi – mentre pare talvolta che la candidatura sia usata come merce di scambio per altre poltrone più importanti, in una dinamica che porta prima a decidere chi andrà a Roma, poi chi in Regione e infine, in virtù dell’accordo trovato, il candidato per il capoluogo friulano.

Il candidato di Prima Udine ha illustrato i tre concetti chiave della sua campagna: sicurezza, cura della città e lavoro.

Stimolato dalle domande degli Amici di RobinUd, Bertossi è enrato nel dettaglio del suo progetto.

Per agevolare gli operatori economici locali Bertossi ha indicato come cruciale la semplificazione burocratica e l’eliminazione di quella forma di ostilità che spesso viene percepita da chi contatta gli uffici comunali; a tal proposito gli è stato chiesto come pensava di modificare la mentalità dei dipendenti del Comune, e Bertossi ha portato i positivi esempi della sua esperienza come Assessore regionale, quando era riuscito a trovare buone situazioni di compromesso, anche – quando non possibile diversamente – con la creazione di appositi servizi esterni ad hoc.  Enrico-Bertossi-4

Riguardo la gestione del degrado e della cattiva gestione di strade, aree verdi e quartieri periferici, Bertossi ha indicato quale possibile soluzione, la creazione di task force locali, composte da un responsabile per la manutenzione e un vigile urbano, che si prendano carico di determinate zone, di modo che le segnalazioni di incuria e di problemi trovino una maggiore attenzione e chi se ne occupa ne sia responsabilizzato.

Per quanto concerne la criticità dei parchi pubblici, dove spesso le famiglie e i bambini vengono allontanati dalla presenza di persone che ne fanno un uso improprio, Bertossi non ha escluso la possibilità di utilizzare anche servizi di vigilanza privata o di security, ad integrazione della forza pubblica.

Sul sociale, Bertossi ha lanciato l’idea dell’istituzione dell’Assessorato alla Famiglia, ricordando alcuni fatti a suo avviso inaccettabili, come il fatto che gli asili nido di Udine siano i più cari della regione o come nemmeno per le famiglie più numerose siano previsti degli sconti per i carissimi costi di abbonamento per il trasporto pubblico.

Interessante è stato anche il riferimento fatto dal candidato di Prima Udine al suo recente incontro con i membri della moschea di San Rocco, nel corso del quale Bertossi ha avuto modo di constatare che gli udinesi di origine straniera abbiano assolutamente le stesse esigenze e a loro volta richiedano maggior cura della città e sicurezza, nonchè minore burocrazia.

Rispondendo a cosa lo spingesse a presentarsi anche senza avere, per il momento, il sostegno di altre forze politiche, Enrico Bertossi ha sottolineato l’esigenza, evidente in città, di avere una persona che non fosse un “politicante di professione” come quelli che governano il Paese da tempo, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Questo ultimo punto è stato condiviso dagli Amici di RobinUd, perchè laddove “un’elezione cambia la vita dell’eletto e non quella degli elettori” è chiaro che il meccanismo democratico trovi un ostacolo a funzionare correttamente.

Leggi tutto
cavarzerani acq
Udine

Profughi a Udine, bando sospeso, intanto i genitori della Valussi protestano

Il Prefetto di Udine ha momentaneamente sospeso il bando per la gestione di 550 profughi tra le caserme Friuli e Cavarzerani, che quindi riceveranno un numero di ospiti maggiore di quello attuale.

Si tratta, come scritto sul sito web della Prefettura, di una sospensione di 30 gg. per verifiche giuridico-amministrative (spiegazione che è eufemistico definire vaga…), ma il problema non è stato risolto, solo rinviato.

La gara prevede infatti un incremento del numero dei profughi che verranno gestiti nelle due principali strutture della città, con un affido milionario che – secondo il timore di molti – potrebbe rendere appetibile l’affare anche per le famigerate cooperative di fuori regione, che potrebbero spuntarla sulla Croce Rossa di Udine, attuale appaltatrice, sulla cui buona gestione fino ad ora pare non ci siano state critiche.

Il tutto cade nell’imminenza della campagna elettorale per l’elezione del Sindaco ed è ovvio che per Honsell e la sua parte, questa sospensione sia gradita, ragion per cui molti pensano che la soluzione della Prefettura abbia anche una connotazione politica, allontanando un problema senza tuttavia trovarne una soluzione.

Nel frattempo il notevole numero dei profughi in città crea altre proteste. Alla scuola media Valussi di via Petrarca infatti si tengono alcuni corsi di italiano per stranieri durante l’orario scolastico dei ragazzi. La Valussi  è infatti anche sede del Cpia, il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti che, tra le varie proposte, organizza lezioni di alfabetizzazione rivolte alle persone straniere.

All’istituto accedono quindi, anche al mattino, decine di richiedenti asilo, prevalentemente di età adulta, con ovvia perplessità delle famiglie dei ragazzi, che normalmente occupano in esclusiva gli spazi scolastici.

Nel corso dell’ultimo consiglio di una delle classi interessate, i genitori hanno vivamente protestato, manifestando la propria contrarietà al fatto che i propri figli frequentino una scuola frequentata da profughi: il problema segnalato riguarda soprattutto la condivisione di spazi comuni come il corridoio e la toilette.

Comunque lo si voglia vedere, quello dei profughi in città è un problema che non si può nascondere sotto il tappeto durante la campagna elettorale.

 

Leggi tutto
ospedale stile quadro
Regione Fvg / Udine

L’ospedale di Udine è sottofinanziato, l’accusa dei medici

I sindacati dei medici denunciano la preoccupante situazione della sanità udinese, che risulta sottofinanziamenta, nonché penalizzata dalla mancanza di integrazione fra ospedale e università e dalle continue ristrutturazioni.

Le associazioni sindacali dei medici cercano quindi di attrarre sul problema l’attenzione dei presidenti dei gruppi consiliari e consiglieri della Regione, oltre al direttore aziendale Mauro Delendi, per discutere il futuro della sanità udinese, anche per poter rivalutare la riorganizzazione prodotta dalla riforma regionale.

I rappresentanti delle varie sigle sono concordi nel rimarcare la criticità della situazione,  Valtiero Fregonese di Anaao–Assomed e Marco Rojatti di Aaroi-Emac, hanno rilasciato le loro dichiarazioni in tal senso alla stampa negli scorsi giorni.

Nel frattempo non è stato ancora preparato l’atto aziendale per l’Usuiud (Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine), atteso da tempo dagli operatori del settore. Sulla questione i rappresentanti sindacali hanno sottoscritto un documento in cui richiedono formalmente di provvedere alla stesura di tale documento e di cui riportiamo un passaggio:

L’evidente cronico sottofinanziamento rispetto ad altre realtà regionali ha da sempre minato le basi di ogni programmazione  fondamentale per Udine è riconoscere il problema dell’integrazione tra ospedale e università, troppo spesso banalizzato nella semplice coesistenza dei cosiddetti “doppioni” da eliminare, mentre in altre realtà nazionali sono stati in realtà mantenuti e talora moltiplicati. L’integrazione è un percorso molto difficile, che necessita di essere costantemente monitorato con reciproco rispetto di ruoli e competenze (…) Purtroppo, negli anni  è stato dimostrato che il parere degli specialisti della Sanità raramente influenza le scelte regionali in ambito sanitario, per scarsa considerazione da parte della politica e dei quadri decisionali. Questo ha portato al malcontento e alla demotivazione delle componenti ospedaliera e sanitaria

Leggi tutto