Grillo

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Monfalcone, dove un grillo impedisce all’azienda di crescere

Una storia grottesca ma tremenda, quella del grillo dell’area industriale di Monfalcone…

Sembrava un pesce d’aprile, perchè il diniego della Regione al progetto di espansione dell’Adriastrade  riportava una causa improbabile: la presenza in zona di una particolare specie di grillo.

Invece no: davvero la Regione ha impedito ad un’azienda di espandersi su di un terreno da 20.000mq in una zona industriale perchè vi soggiorna un grillo.

Una ZONA INDUSTRIALE, non un parco nazionale, infatti l’area interessata è già confinante con l’attuale sede dell’azienda.

Adriastrade, azienda con circa 100 dipendenti, ha comprato per 700mila euro un terreno di 20.000mq, limitrofo alla propria attuale sede, in piena zona industriale di Monfalcone, tra l’altro acquistandolo dal Consorzio industriale, niente di più logico dovendo espandere la sede.

L’impresa ha quindi presentato domanda dei permessi necessari a realizzare la costruzione, ma presto è giunto il secco diniego della Regione: NO, qui non si può costruire, vi soggiorna una specie rara di grillo.

Immediata la reazione dell’azienda, che si è rivolta al Consorzio Industriale di Monfalcone per pretendere evidentemente l’annullamento del proprio acquisto essendo il terreno stato venduto come idoneo a realizzare l’ingrandimento della sede.

Da parte sua il direttore del Consorzio, Giampaolo Fontana, si è detto esterrefatto dalla decisione della Regione e ha rilasciato pesanti dichiarazioni alla stampa: “È una zona industriale di interesse regionale sulla quale si stanno spingendo investimenti e c’è la raccomandazione di attrarre nuovi imprenditori, mi chiedo come potremo salvaguardare le prossime attività industriali se non riusciamo a permettere a un’azienda di allargarsi su 20mila metri quadrati. E se questo è l’approccio per quella che è un’attività industriale non posso immaginare cosa accadrà per le aree dove deve svilupparsi il porto. Ho paura che la specie soggetta all’estinzione naturale in queste condizioni sarà l’attività produttiva e industriale, altro che il Grillo zeunerino”.

Date le polemiche innescate dal minuscolo grillo, capace in piena zona industriale di dettare legge alle aziende, è intervenuta l’Assessore regionale all’ambiente Sara Vito, la cui difesa, in perfetto burocratese e dimostrando assoluto disinteresse alla questione pratica dei problemi dell’azienda interessata, è stata agghiacciante: “Vi erano carenze documentali e vi era la necessità di alcuni approfondimenti su tematiche specifiche, tra cui, anche ma non solo, la questione dei potenziali effetti dell’intervento sul Grillo”.

Come dire: NON SOLO IL GRILLO ma anche la buona e vecchia BUROCRAZIA.

Al nemico che non ti aspetti, il minuscolo grillo, si affianca quindi il consueto gigante che contrasta ancora una volta le nostre imprese e la loro competitività, in barba ad ogni proclama politico, SUA MAESTA’ LA BUROCRAZIA.

Il grillo da solo forse avrebbe potuto poco, ma insieme alla burocrazia e a chi la santifica, come evidentemente l’Assessore Sara Vito ancora nel 2017, può abbattere ogni velleità delle nostre imprese, con buona pace per l’economia e l’occupazione, l’importante è stiano sicuri i burocrati sulle loro poltrone e i grilli nelle loro zone industriali.

 

 

 

 

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minzolini fumetto
Italia

Governo, Parlamento, Cinque Stelle, Minzolini, Voucher; all’INDECENZA non c’è fine

Il Senato è riuscito ieri a salvare Minzolini,  già condannato dai tribunali a 2 anni e mezzo di reclusione.

 

Le immagini dell’esultanza sono squallide e dicono più di ogni parola, il significato è chiaro: evviva, abbiamo salvato uno dei nostri. Oltre ai gradi previsti dai processi, solo per certi individui esiste un ulteriore grado di appello, che può salvare una persona già condannata. Senza nemmeno aver vergogna di gioire come per un gol della propria squadra, quegli stessi apatici parlamentari che dormono durante le sedute in cui si legifera, eccoli saltare e abbracciarsi.

 

senatori esultano e toccano la testa di Minzolini, condannato a 2 anni e mezzi e salvato dai compari

senatori esultano e toccano la testa di Minzolini, condannato a 2 anni e mezzi e salvato dai compari

 

Certe immagini non possono che schifare chi abbia anche solo un minimo di moralità e fanno anche arrabbiare. Non è certamente elegante la reazione di Di Maio dei Cinque Stelle che ha dichiarato che quello che l’quello a favore di Minzolini è stato un “voto eversivo, non lamentatevi della violenza“, ma è quanto meno comprensibile.

 

Bravi i Cinque Stelle? A gridare contro quanto successo in Senato direi di sì, ma proprio loro hanno cavalcato insieme alla Cgil l’affossamento dei Voucher che il Governo ha preferito eliminare, fuggendo a gambe levate dal confronto politico che avrebbe costituito il referendum, riproponendo una trappola come quella in cui è già caduto Renzi con tutta la sua riforma costituzionale.

 

Ebbene il vigliacco governo non ha ragionato, non si è messo a studiare la faccenda, proponendo una riforma migliorativa, ha preferito arrendersi. In molti rimpiangeranno i voucher, ma contava solo evitare problemi elettorali e poter andare avanti fino a fine legislatura, nessun altro fine pare avere questo governo, se non vivacchiare e sopravvivere. 

 

I Cinque Stelle tuttavia dimostrano ancora meglio di essere come tutti gli altri. A Genova Beppe Grillo sconfessa la decantata democraticità del proprio movimento ed elimina la vincente delle “comunarie” come candidato sindaco. Come dire: la democrazia e regole valgono fin quanto non lo dico io. Bravo Grillo, che differenza c’è dunque?

 

Esattamente come successo con Minzolini, la giustizia è uguale per tutti, ma non per i politici, che dopo la Cassazione possono ancora ricorrere al Senato; la democrazia dei Cinque Stelle è similare, vale finchè Grillo non dice il contrario.

 

All’indecenza non c’è fine.

 

minzolotti 2

Pace e bene, Minzolini salvato dagli amici senatori….

 

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